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Palmyra – Giorgio Crisafi –

PALMYRA-04

GIORGIO CRISAFI – PALMYRA –
a cura di freemocco
24 ottobre – 15 novembre 2015

freemocco’s house, via Vincioli 18, Deruta PG Italy
Inaugurazione, 24 ottobre 2015, ore 18.00

Sabato 24 ottobre 2015 sarà inaugurata – PALMYRA – la mostra personale di Giorgio Crisafi.
La mostra vuole essere un gesto di sensibilizzazione per la tragedia dell’antica città semita di PALMYRA in Siria, occupata in questi mesi dai guerrieri jihadisti dell’ISIS e divenuta palcoscenico di violenze e distruzioni.
Le opere esposte sono allegoriche configurazioni di principesse, guerrieri e figure totemiche che popolano il personale museo interiore dell’artista come archetipi di antiche civiltà. C’è in Crisafi il desiderio di salvare dal naufragio della violenza i simboli e le icone della storia e dell’immaginario; e di ribadire col proprio lavoro che la fede, la storia e la memoria emotiva dell’uomo hanno il potere di resistere alla distruzione attraverso il rigenerarsi continuo dell’immaginazione e dell’arte.

In occasione dell’inaugurazione verrà presentato il libro PALMYRA con contributi di Nino Caruso, Lorenzo Fiorucci e Luigi Ontani.

Eraldo Chiucchiù – LITOFANIE –

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26 settembre – 18  ottobre 2015

 

freemocco’s house, via Vincioli 18, Deruta PG Italy
Inaugurazione, 26 settembre 2015, ore 18.00

Sabato 26 settembre 2015 si inaugura la mostra personale di opere in porcellana LITOFANIE di Eraldo Chiucchiù. “….I lavori recenti in porcellana di Eraldo Chiucchù affrontano lo studio della luminosità attraverso la leggerezza e la trasparenza con effetti sottili e rarefatti in elegante monocromia e traducendo efficacemente la sua intuizione poetica, ricreando l’orma diafana di emozioni e sentimenti suscitati dalla empatia verso i fenomeni naturali. M. Caputo”.

In occasione dell’inaugurazione verrà presentato il libro LITOFANIE con scritti di Marinella Caputo, Sauro Cardinali e Lorenzo Fiorucci.

Info:
freemocco a.p.s.
Via Vincioli 18
06053 DERUTA PG Italy
http://www.freemocco.com
e-mail: info@freemocco.com
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dal 27 settembre al 18 ottobre apertura della mostra su appuntamento ph. 349 1339086

Eraldo Chiucchiù: Eraldo Chiucchiù è nato nel 1951 a Deruta dove ha frequentato l’Istituto d’Arte per la Ceramica, conseguendo il diploma di arte applicata e sviluppando una notevole competenza tecnica che lo ha condotto a lavorare per diverse ditte di maiolica derutese. Ha svolto una lunga attività di insegnamento negli istituti d’arte di Perugia e Deruta e in diversi corsi professionali e laboratori didattici, ha tenuto stages in Italia ed all’estero. La sua attività artistica di scultore in ceramica deriva da intense sperimentazioni tecniche e da concentrate riflessioni sulla forma plastica. L’artista ha lavorato con continuità nel campo della ceramica, impiegandola come mezzo espressivo adatto a rendere concreta e visibile la sua intuizione creativa. La partecipazione a numerosi concorsi internazionali e a mostre personali e collettive dimostra un riconoscimento del suo talento artistico e del sorprendente controllo tecnico che esercita sul materiale.

TIZIANO CAMPI – TRECENTOTRENTA FOGLIE E UNO SBUFFO DI VENTO

Tiziano Campi. Sarzana (SP), Italia. 2015

TIZIANO CAMPI – TRECENTOTRENTA FOGLIE E UNO SBUFFO DI VENTO
14/28 giugno 2015
freemocco’s house, via Vincioli 18, Deruta PG Italy
Inaugurazione, 14 maggio 2015, ore 18.30 p.m.

Domenica 14 giugno alle 18:30, nello spazio freemocco di Deruta (PG), si inaugura la personale di Tiziano Campi: trecentotrenta foglie e uno sbuffo di vento. La mostra prende il nome da una delle otto opere esposte, tutte realizzate negli ultimi tre anni di lavoro.
In prima battuta la formalizzazione delle opere di Tiziano Campi potrebbe essere definita scultorea. Ma il suo rapporto con la materia non è per nulla scontato. Il suo modo di lavorare per sottrazione, o meglio per alleggerimento, annulla la retorica classica della statuaria; della massa come ingombro dello spazio e come mera rappresentazione.
Così, come accade in trecentotrenta foglie e uno sbuffo di vento, la forma canonica della colonna si conclude riscattandosi con una rotazione sull’asse verticale, aprendosi allo spazio, all’aria intorno, in modo lieve ma radicale.
Le forme originarie dell’artista, che si ripetono sempre differenti in ognuno dei lavori esposti, sono frutto di un processo di relazioni tra il suo corpo, gli esempi della storia dell’arte che più lo appassionano, alcuni gesti imparati dal gioco, i materiali, e la ricerca costante di equilibro.
La forma della barcafoglia che in mostra s’incontra più volte, per esempio, l’ha imparata da bambino, per fare navigare una foglia lanceolata di canna sulla superficie dell’acqua di un canale, trasformandola in una barca, barcafoglia. Natura e cultura si incontrano leggere e diventano un tutt’uno mobile.
Ogni volta il gesto e la forma si dirigono nel lavoro verso i materiali più disparati, che lo affascinano e ci incantano. E ogni volta un nome ironico ci restituisce quella forma, sempre differente ma ancora identica, capace di stupire.
Così nella Pelona, in Naviga ma non rema, in In-tra-mon-ta-bi-le. Così in La matta, fatta di cartone ondulato e campanelli da pescatore in alluminio, che mettono in vibrazione lo spazio intorno anche attraverso il suono.
Nel lavoro Tiziano Campi innesca con i materiali un rapporto molto speciale. È necessario che questi vengano filtrati attraverso il suo corpo, misurati dai suoi parametri, esplorati nell’intimità.
Da molti anni percorre spesso una mezza parte d’Italia per spostarsi dalla Liguria, sua terra di origine, all’Umbria. Di questa terra d’adozione, in cui espone più volte e lavora diversi mesi all’anno, conosce una quantità sorprendente di luoghi in cui reperire i materiali e le specifiche competenze artigianali che si rendono, di volta in volta, necessarie.
Tra il suo studio ligure e le colline umbre si costruiscono lavori per metà stanziali e per metà nomadi, come la Palafritta, che in mostra occuperà lo spazio di una intera stanza. Le bacchette di legno cilindriche da cui è composta sono idee di forma in filigrana, che ci invitano a prendere atto dell’ambiente circostante, attraverso una molteplice geografia di assi cartesiani.

In occasione dell’inaugurazione verrà presentato il libro TRECENTOTRENTA FOGLIE E UNO SBUFFO DI VENTO con scritti di Carlo Alberto Bucci, Alessandro Piergallini e Sauro Cradinali.

Sauro Cardinali – GIOSTRA GRAMA

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SAURO CARDINALI – MINORE UMBRO DEL 5102 – GIOSTRA GRAMA (2012-2015)
1/17 MAGGIO 2015

ACQUISTA IL LIBRO ADESSO – POCHE COPIE DISPONIBILI: clicca quì

Inaugurazione, 1° maggio 2015, ore 18.00 p.m.
freemocco’s house, via Vincioli 18, Deruta PG Italy

Alle ore 18:00 di venerdì primo maggio, nello spazio freemocco a Deruta, si inaugura la personale di Sauro Cardinali, GIOSTRA GRAMA. L’artista offrirà ai visitatori uno dei frutti degli ultimi tre anni del suo lavoro, forse il più prezioso.
Proprio a partire da questo giorno, il giorno in cui compie gli anni, e da Giostra Grama, il nome e il tempo ripartono: Cardinali firmerà le opere come Minore Umbro del 5102, contando ogni anno futuro come mille. La datazione si rovescia nella sua immagine speculare.
Egli decide di ripartire da questa terra come un minore del tempo passato, ma ancora di là da venire; di quel medioevo tanto reale quanto artificiale, su cui un particolare carattere antropologico ha costruito il suo recinto, ma per ribaltarlo, agitarlo e aprirlo.
Cardinali scrive: vorrei fare come la neve, che cataloga ogni distanza per archiviarla con misure nuove. Con la potenza matura degli strumenti del suo lavoro e della sua storia di vita, agiti senza soluzione di continuità, in bilico, e sempre intento a misurare il pathos delle distanze, ora si porta dal bordo della materia al crinale della propria esistenza, incarnata, dentro le fibre stesse del lavoro. Può essere solo in questo luogo, in questa geografia, tra queste colline e adesso, che Giostra Grama può offrirsi.
Giovanni Scibilia, nel testo pubblicato nel libro, scrive: “sento lo sguardo cadere. Non mi sento nemmeno più lì, di fronte a un’opera, persi i confini dell’oggetto, eppure tenuto assieme qualcosa come un oggetto attraverso la lettera. In realtà è come se l’opera fosse da un’altra parte, mentre davanti allo sguardo resta il processo che l’ha costituita […] questo porta infine il lavoro e noi stessi nel dominio più ampio dell’arte, ci restituisce all’ “estetica” come spazio del sentire. Sentire diversamente.”

In occasione dell’inaugurazione verrà presentato il libro GIOSTRA GRAMA con scritti di Giovanni Scibilia, Alessandro Piergallini, Andrea Baffoni e Sauro Cardinali. freemocco editrice.

Info:
freemocco a.p.s.
Via Vincioli 18
06053 DERUTA PG Italy
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dal 2 maggio al 17 maggio apertura della mostra su appuntamento ph. 349 1339086

 

Sauro Cardinali (Spina, PG, 1951) negli anni Settanta fonda il gruppo Cronotopo, con il quale sviluppa un lavoro di ricerca anche nel campo teatrale; dal 1980 s’interessa delle problematiche relative alla trasformazione dell’immagine e della sua rielaborazione attraverso l’uso di simboli e di specifici materiali. Negli ultimi anni, con austerità e rigore, alla ricerca di un nuovo ordine definito dalla “ regola”, presenta le opere conosciute come gli Autoritratto, i “rotoli”, Le peripezie del nome, Il pasto delle farfalle ed Estasi e cadute.
Realizzate con un uso che si potrebbe definire, “destinale” dei materiali e della parola scritta, del proprio nome, e del proprio ritratto, con un costante lavoro di scomposizione e di ricomposizione, di unità e molteplicità della superficie, che permetta all’immagine di riapparire, esse definiscono una nuova spazialità e introducono una profonda riflessione sulla sua definizione.

Nel 2001 è vincitore del concorso per idee per la sistemazione dell’area di Piazza Augusto Imperatore a Roma, del concorso per un’opera per la Biblioteca Comunale di Foligno, per un’opera pubblica nella città di Siena. Nel 2010 realizza un’opera permanente all’interno dell’ampliamento del cimitero della città di Gubbio. Ha insegnato presso le Accademie di Belle Arti di: Carrara, Bologna, Roma e Perugia.

Naturalnero – Attilio Quintili

ATTILIO QUINTILI – NATURALNERO

a cura di Giovanna Brenci

MINIGALLERY
via Portica 26 – Assisi
inaugurazione sabato 28 febbraio ore 18.00
info: 3332946260

La mostra nasce da un progetto in continua evoluzione, da una ricerca iniziata nel 2013 da Attilio Quintili, i cui esiti vengono presentati al pubblico negli spazi di MINIGALLERY, luogo dove l’arte contemporanea trova voce nel centro storico di Assisi.
NATURALNERO è un progetto che si ispira, mantenendo comunque delle differenze, alla tendenza artistica contemporanea del libro d’artista, coniugando l’idea del libro con l’opera d’arte.
Mantenendo il valore di opera d’arte, di unicum, Quintili concepisce il libro come contenitore di conoscenza, quella conoscenza acquisita nel corso della ricerca e della sperimentazione artistica.
Il frammento presentato applicato su ogni copertina, elemento sempre diverso che crea il legame opera-libro, diventa simbolo di questa intima conoscenza: attraverso il frammento l’opera d’arte viene intesa in quanto ricostruzione ritrovando la propria origine. L’esplosione, atto di per se distruttivo, diventa nel lavoro di Quintili un atto di creazione. Da essa si genera il frammento, elemento corrotto, parte fondamentale di un tutto la cui originalità è stata devastata dall’esplosione, e base fondamentale della conoscenza.
Attraverso un nuovo atto creativo Quintili unisce, fonde il frammento ad una base di bituminosa (la quale riconduce per sua stessa natura organica al petrolio,
elemento naturale derivato da sedimentazione millenaria) ricomponendo l’opera originaria attraverso il tempo.
È dunque la natura, agendo per mano dell’artista, a compiere il proprio corso.
I frammenti apposti sulle copertine sigillano la conoscenza rappresentata dal libro, custode di immagini e testi che rappresentano la storia dei suoi autori.
La scatola, il contenitore dell’opera, rappresenta l’ignoranza ma una volta aperta diviene simbolicamente un possibile inizio, l’avviarsi di un percorso di conoscenza che, essendo ancora primordiale, è oscuro, ancora tutto al nero.

www.attilioquintili.com

in collaborazione con ArtStyle Gallery (Perugia) e Freemocco a.p.s.

INCONTRINTERRA – Torgiano –

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INCONTRINTERRA
Torgiano – Museo Arte Ceramica Contemporanea
14 Febbraio – 18 Aprile 2015
a cura di freemocco
Inaugurazione, 14 febbraio ore 17.00
ARTISTI INVITATI: Ambrogio Pozzi, Alfredo Gioventù, Antonella Cimatti, Antonella Ravagli, Antonio Grieco, Attilio Quintili, Daniele Covarino, Eraldo Chiucchiù, Evandro Gabrieli, Giorgio Crisafi, Jasmine Pignatelli, Luca Leandri, Lucia Angeloni, Luciano Laghi, Marino Ficola, Marino Moretti, Martha Pachon Rodriguez, Maurizio Tittarelli Rubboli, Mirco Denicolò, Mirna Manni, Nino Caruso, Paolo Polloniato, Riccardo Monachesi, Rita Miranda, Rolando Giovannini, Simone Negri, Tonina Cecchetti.
INCONTRINTERRA. La rassegna fa parte di un progetto artistico ideato da Attilio Quintili già presentato a Deruta con l’intento di far incontrare artisti che impiegano un codice espressivo comune, la ceramica, seppure con poetiche, visioni e soluzioni tecniche individuali. La varietà, nella provenienza geografica e culturale degli artisti, in questo preciso momento storico, costituisce un’occasione per indagare le potenzialità insite di questo materiale. Gli stimoli per raggiungere tali obiettivi trovano a Torgiano (città di antica tradizione ceramica) e nel suo nuovissimo museo dedicato alla ceramica contemporanea un luogo giustamente autorevole.
Si mette in comune qualcosa solo quando ci si sente in un territorio condiviso; si ha qualcosa da dire solo quando si ha davanti qualcuno con cui interloquire. La terra diventa luogo d’incontro tra artisti della ceramica, ma anche tra la loro opera e il pubblico degli appassionati d’arte e dei critici. È quanto promette “Incontrinterra”, dove il ripetersi della preposizione “in” sfuma il carattere ostile del movimento di opposizione dell’avverbio “contro” e fissa il luogo del contemporaneo convergere di due o più persone. Che non significa eliminare il carattere agonistico di ogni dialogo. Solo nell’accoppiare la parola del dichiarante ad una parola contraria si può sperare di giungere ad una reciproca comprensione. Libero terreno di incontri tra dialoganti in possesso di linguaggi differenti e difficilmente traducibili, la terra viene dunque esplorata e ridefinita. Possiamo infatti aspettarci, su noi stessi e sul mondo, maggiore conoscenza da una comprensione perfetta tra individui dotati della medesima storia e delle medesime competenze.
Presentazione del libro di mostra “INCONTRINTERRA” con testi di Marinella Caputo, Cesare Coppari, Lorenzo Fiorucci, Rolando Giovannini, Luciano Marziano e Jasmine Pignatelli.
Museo Arte Ceramica Contemporanea di Torgiano
Palazzo Malizia Piazza della Repubblica n°9
Per info 075 6211682 infopoint@comune.torgiano.pg.it
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Presentazione della seconda edizione di libro di mostra “INCONTRINTERRA” con testi di Marinella Caputo, Cesare Coppari, Lorenzo Fiorucci, Rolando Giovannini, Luciano Marziano e Jasmine Pignatelli.
Marinella Caputo vede la ceramica come veicolo dell’immaginario (ricerca di un equilibrio tra espressione e tecnica nell’arte moderna e contemporanea) il suo approfondimento sarà volto a riflettere su come la predominanza della tecnica possa accordarsi con libertà del percorso creativo. Gli artisti in mostra, qualunque esito esprima la loro visione, sono senz’altro consapevoli di tale sfida. Cesare Coppari attraverso Dialoghi fissa gli obiettivi di questa mostra e l’incremento conoscitivo auspicato derivante da questo incontro sarà il risultato tangibile a cui si andrà incontro. Lorenzo Fiorucci punta sul Valore del progetto, parlando dell’esperienza di Ambrogio Pozzi alla Rometti. Indagare la validità della fase progettuale in un contesto creativo soggiogato alle regole di mercato; il caso esemplare del connubio tra Pozzi e la Rometti, in cui i progetti realizzati dal designer sopravvivono al tempo e al loro autore, tanto da indurre la fabbrica Rometti a mettere in produzione alcuni di questi. In mostra si potranno cogliere in concreto le parole di Lorenzo Fiorucci ammirando proprio le opere di Ambrogio Pozzi realizzate dalla Rometti. Rolando Giovannini apre un orizzonte sulla Neo Ceramic, arte contemporanea del XXI secolo, cercando di cogliere quegli elementi che caratterizzeranno il futuro dell’arte del fuoco. Luciano Marziano fa il punto sulle Prospettive ceramiche partendo da un dato certo: la ceramica è uscita dall’insano stato di minorità nella quale malintesi parametri valutativi l’avevano costretta per un lungo lasso di tempo. Senza un dubbio Jasmine Pignatelli eleva la ceramica a Superstar come una grande diva alla quale il tempo sembra non passare.

ATTILIO QUINTILI – Campo di Frammenti

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LE FOTO DELL’INSTALLAZIONE clicca quì

27 gennaio – 20 febbraio  2015
Inaugurazione – 27 gennaio 2015 ore 21.00

Loggia del Capitaniato
Piazza del Signori
VICENZA

A partire dal 27 gennaio 2015 l’Associazione D.E.L.O.S di Vicenza presenta un secondo appuntamento del progetto Opera delocalizzata per Latente>Diffusa, progetto volto alla sensibilizzazione della cittadinanza sul tema delle differenze e le violenze che la loro paura provoca nella collettività. Mai come quest’anno si sente infatti la necessità di riflettere sulle reazioni che la paura del diverso possono provocare. Stimolo alla riflessione è fornito dall’installazione CAMPO DI FRAMMENTI di Attilio Quintili, installazione che viene esposta per la prima volta in occasione della Giornata della Memoria 2015 all’interno della Loggia del Capitaniato di Vicenza. Il frammento è per sua natura rovinato, lacunoso, alterato ed è la base dalla quale l’artista ricostruisce l’opera diventando così fonte primaria di conoscenza.Ogni azione umana non può essere sostenuta e condotta senza memoria diventando essa stessa base di conoscenza. Nel Giorno della Memoria, in cui si commemorano le vittime dell’Olocausto, si auspica una riflessione sul perché di certi accadimenti e da quali presupposti si originano e si perpetuano. I frammenti esplosi di Quintili che reiterano sempre la stessa faccia navigano, in ombra, in un campo sospeso di luce. Portare in luce i frammenti attraverso la memoria significa prima di tutto conoscenza di se stessi e della propria capacità di apprendimento, conoscenze che sono alla base di ogni funzione mentale dal ragionamento all’azione. Per portare luce alla memoria del fruitore dell’installazione è auspicabile dar vita ad un percorso di conoscenza consapevole prima di tutto di se stessi così che ciascuno possa condizionare la realtà di quanto si andrà in futuro a compiere.  Nell’installazione le facce esplose in ceramiche diventano il simbolo archetipico di quanto accaduto inducendo lo spettatore ad un’introspezione essenziale per non dimenticare, per comprendere ma soprattutto per non dar vita all’ennesimo Olocausto.

 Loggia del Capitaniato: il palazzo del Capitaniato, noto anche come loggia del Capitaniato o loggia Bernarda, è un palazzo di Andrea Palladio che si affaccia sulla centrale Piazza dei Signori a Vicenza, di fronte alla Basilica Palladiana, attualmente sede del consiglio comunale cittadino. Fu decorato da Lorenzo Rubini, e all’interno i dipinti sono di Giovanni Antonio Fasolo. Il palazzo fu progettato nel 1565 e costruito dal 1571 al 1572. Dal 1994 è, con le altre architetture di Palladio a Vicenza, nella lista dei patrimoni dell’umanità dell’UNESCO.

coordinamento dell’iniziativa Domenico Iaracà, Referente DELOS per Latente>Diffusa

Con il Patrocinio del Comune di Vicenza, DELOS e freemocco a.p.s.

Info:
Comune di Vicenza
Palazzo del Capitaniato
Piazza dei Signori, VICENZA
http://www.comune.vicenza.it
0444 222123

pagina facebook https://www.facebook.com/latentediffusa
apertura mostra: sempre visibile

freemocco a.p.s.
Via Vincioli 18, Deruta PG
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Dalla Terra alla Carta

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MIRCO DENICOLÔ
a cura di Freemocco
14/28 dicembre 2014

Inaugurazione, 14 dicembre,ore 19.00 p.m.
freemocco’s house, via Vincioli 18, Deruta PG Italy

Mirco Denicolò presenta nello spazio Freemocco l’opera transmediale Ho intervistato la pioggia, che è composta da lastre di ceramica dipinte e grafite, un libro che usa le immagini ceramiche per costruire storie visive ed un video di commento al libro.

Dalla terra alla carta più che una mostra è un contenitore, una finestra aperta su un’opera aperta. I lavori presentati dall’autore mostrano come la forma “racconto per immagini” possa essere declinata in modi differenti attraversando tecniche e media differenti e, soprattutto, come possa non esaurirsi con una singola opera. L’artista, che nasce nel mondo della ceramica, un vero figlio dell’argilla, parte da una galassia immaginativa (il teatro dei burattini, le divinità minori orientali ed autoctone, le pantomime, la letteratura patafisica…) per raccontare e riraccontare più e più volte gli stessi personaggi collocandoli in storie diverse. Ascoltiamo e vediamo la storia del dialogo tra melomani, un dramma minimo con tre protagonisti, appunti di viaggio su una barca volante, un uomo che cammina con la valigia quasi vuota…
Denicolò è un dadaista gentile, un surrealista con il senso della pietà. In questa come in altre recenti opere mette in scena piccole tragedie quotidiane per meglio consolare i protagonisti, disegna divinità decadute e offre loro un bicchiere di vino, incontra la pioggia in un bar e ne raccoglie le confidenze sulla salute.
In questa mostra si potrà vedere il materiale iconografico realizzato con severe tecniche ceramiche su piccole lastre e il loro destino narrativo in un libro di sole immagini. Le lastrine sono riempite di oggetti, animali, piante, mobili, aquiloni, fiori, vasi, alfabeti, ruote (tante ruote e tanti rami)… e burattini, burattini scomposti e sezionati per essere meglio animati, meglio assemblati, meglio riportati in vita.
Al libro è dedicato il video realizzato dallo Studio TAAG che lo interpreta (cioè racconte altre storie), riuscendo a produrre poesia visiva, un ambiente animato fatto della materia dei sogni e un ritmo che insegue quello della musica.

La mostra è documentata da un catalogo in tiratura limitata cura di Attilio Quintili. I testi all’interno del catalogo sono a cura dell’associazione Freemocco e di Mirco Denicolò.

Mirco Denicolò è nato a Cattolica (RN) nel 1962.
Ha studiato ceramica e si è diplomato negli Istituti d’Arte di Pesaro e Faenza. Ha iniziato le esposizioni della sua attività artistica nel 1987. Le ultime mostre personali si sono svolte in gallerie e centri culturali in Italia e all’estero. Di recente si occupa di animazione e performance partendo da opere originali in ceramica. Ha lavorato nell’industria ceramica come ricercatore e sviluppatore dal 1985 fino al 2003. È insegnante di laboratorio ceramico presso l’lSIA di Faenza dal 1999. Dal 2008 insegna Disegno ai bambini nella Scuola Comunale “T. Minardi” di Faenza.

Info:
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Via Vincioli 18
06053 DERUTA PG Italy
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dal 15 dicembre apertura della mostra su appuntamento ph. 349 1339086

Ufficio stampa
Paola Casta
paola.casta@yahoo.it

Romano Mazzini, forma ed energia

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a cura di Emidio De Albentiis
25 novembre 8 dicembre 2014
inaugurazione 25 novembre ore 18,00
freemocco’s house
DERUTA

Martedì 25 novembre 2014 (festa della patrona di Deruta e dei ceramisti, Santa Caterina d’Alessandria), negli spazi di freemocco’s house (Via Vincoli, 18 – Deruta, PG) diretti da Attilio Quintili, sarà inaugurata una mostra personale di Romano Mazzini, artista imolese nato nel 1939 e scomparso nel 2013 a Perugia. Titolo dell’esposizione, curata da Emidio De Albentiis, con la collaborazione dello stesso Attilio Quintili, della consorte dell’artista, Signora Serena Mazzini, e di Andrea Baffoni, sarà Romano Mazzini. Forma ed energia. Romano Mazzini, formatosi in Emilia-Romagna in un comparto tradizionalmente legato all’arte della ceramica, scelse fin da giovane di risedere a Deruta, in cui, per molto tempo, insegnò nel locale Istituto d’Arte, oggi Liceo Artistico. Se furono senz’altro importanti le relazioni con il centro umbro, anch’esso noto per una prestigiosa tradizione ceramica, Mazzini volle perseguire anche la sua vocazione di scultore, interessato, mediante l’utilizzo di molteplici materiali (ceramica, gesso, terracotta, bronzo, cera, ecc.), alla ricerca formale imperniata sulla tridimensione. Nacquero così opere sospese tra forme compatte e forme “aperte”, in cui la dialettica tra pieni e vuoti è parte essenziale dell’ispirazione. Molto importante anche l’interrelazione e sovente l’attraversamento di confine tra figurazione e aniconismo, come anche quella tra dimensione sacrale laica e dimensione sacrale religiosa.

In mostra si potranno ammirare, in alcuni casi per la prima volta, anche degli emozionanti disegni, perfetto complemento all’opera plastica dell’artista.

Verrà presentato il libro di mostra con uno scritto critico del curatore della mostra Emidio De Albentiis accompagnato da una riflessione di Andrea Baffoni, da testi scritti da Nicoletta Nardelli ,Serena Mazzini e da una dedica a Romano Mazzini di Aurelia Cordero di Montezemolo in Fani.

Per l’occasione verrà presentata la serie speciale IL MOCCO DI DERUTA. Serie Santa Caterina 2014, in numero 99 esemplari.

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Info:
freemocco a.p.s.
via vincioli 18
Deruta
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e-mail: info@freemocco.com
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apertura mostra: su appuntamento (ph. 3491339086)

INCONTRINTERRA – Deruta –

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a cura di freemocco
22 novembre – 8 dicembre 2014
Inaugurazione, 22 novembre ore 17.00

Museo Regionale della Ceramica
EX FORNACE GRAZIA
Via Biordo Michelotti, 39
DERUTA (Perugia)

Nell’ambito dei festeggiamenti della patrona dei ceramisti di Deruta, Santa Caterina, con il contributo del Comune di DERUTA e della ProDeruta, si terrà nei suggestivi spazi dell’ex fornace Grazia, a Deruta, la mostra di arte contemporanea INCONTRINTERRA. La rassegna fa parte di un progetto artistico ideato da Attilio Quintili con l’intento di far incontrare artisti che impiegano un codice espressivo comune, la ceramica, seppure con poetiche, visioni e soluzioni tecniche individuali. La varietà, nella provenienza geografica e culturale degli artisti, in questo preciso momento storico, costituisce un’occasione per indagare le potenzialità insite di questo materiale. Gli stimoli per raggiungere tali obiettivi trovano in Deruta (città di antica tradizione ceramica) un luogo giustamente autorevole.
Si mette in comune qualcosa solo quando ci si sente in un territorio condiviso; si ha qualcosa da dire solo quando si ha davanti qualcuno con cui interloquire. La terra diventa luogo d’incontro tra artisti della ceramica, ma anche tra la loro opera e il pubblico degli appassionati d’arte e dei critici. È quanto promette “Incontrinterra”, dove il ripetersi della preposizione “in” sfuma il carattere ostile del movimento di opposizione dell’avverbio “contro” e fissa il luogo del contemporaneo convergere di due o più persone. Che non significa eliminare il carattere agonistico di ogni dialogo. Solo nell’accoppiare la parola del dichiarante ad una parola contraria si può sperare di giungere ad una reciproca comprensione. Libero terreno di incontri tra dialoganti in possesso di linguaggi differenti e difficilmente traducibili, la terra viene dunque esplorata e ridefinita. Possiamo infatti aspettarci, su noi stessi e sul mondo, maggiore conoscenza da una comprensione perfetta tra individui dotati della medesima storia e delle medesime competenze.

Artisti invitati: Ambrogio Pozzi, Alfredo Gioventù, Antonella Cimatti, Antonella Ravagli, Antonio Grieco, Attilio Quintili, Daniele Covarino, Eraldo Chiucchiù, Evandro Gabrieli, Giorgio Crisafi, Jasmine Pignatelli, Luca Leandri, Lucia Angeloni, Luciano Laghi, Marino Ficola, Marino Moretti, Martha Pachon Rodriguez, Maurizio Tittarelli Rubboli, Mirco Denicolò, Mirna Manni, Nino Caruso, Paolo Polloniato, Riccardo Monachesi, Rita Miranda, Rolando Giovannini, Simone Negri, Tonina Cecchetti.Presentazione del libro di mostra “INCONTRINTERRA” con testi di Marinella Caputo, Cesare Coppari, Lorenzo Fiorucci, Rolando Giovannini, Luciano Marziano e Jasmine Pignatelli.

Marinella Caputo vede  la ceramica come veicolo dell’immaginario (ricerca di un equilibrio tra espressione e tecnica nell’arte moderna e contemporanea) il suo approfondimento sarà volto a riflettere su come la predominanza della tecnica possa accordarsi con libertà del percorso creativo. Gli artisti in mostra, qualunque esito esprima la loro visione, sono senz’altro consapevoli di tale sfida. Cesare Coppari attraverso Dialoghi fissa gli obiettivi di questa mostra e l’incremento conoscitivo auspicato derivante da questo incontro sarà il risultato  tangibile a cui si andrà incontro. Lorenzo Fiorucci punta sul Valore del progetto, parlando dell’esperienza di Ambrogio Pozzi alla Rometti. Indagare la validità della fase progettuale in un contesto creativo soggiogato alle regole di mercato; il caso esemplare del connubio tra Pozzi e la Rometti, in cui i progetti realizzati dal designer sopravvivono al tempo e al loro autore, tanto da indurre la fabbrica Rometti a mettere in produzione alcuni di questi. In mostra si potranno cogliere in concreto le parole di Lorenzo Fiorucci ammirando proprio le opere di  Ambrogio Pozzi realizzate dalla Rometti. Rolando Giovannini apre un orizzonte sulla Neo Ceramic, arte contemporanea del XXI secolo, cercando di cogliere quegli elementi che caratterizzeranno il futuro dell’arte del fuoco. Luciano Marziano fa il punto sulle Prospettive ceramiche partendo da un dato certo:  la ceramica è uscita dall’insano stato di minorità nella quale malintesi parametri valutativi l’avevano costretta per un lungo lasso di tempo. Senza un dubbio Jasmine Pignatelli eleva la ceramica a Superstar come una grande diva alla quale il tempo sembra non passare.

 

Info:
ProDeruta
Piazza dei Consoli 4, DERUTA
http://proderuta.blogspot.it/
tel. 0759711559
apertura mostra: tutti i giorni 10-13 / 15-18

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e-mail: info@freemocco.com
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officinae d’arte #7 – Attilio Quintili –

01D
un progetto sulle forme della creatività umana
a cura di Franco Profili
testo critico di Antonella Pesola
Terni, Palazzo Eustachi / atelier Arte&Decò Terni,
22-23-24 ottobre 2014
giovedì 23 e venerdì 24 ottobre 2014 Mostra dei lavori nei locali dell’Atelier “Arte&Decò”
sabato 25 ottobre 2014
Allestimento dell’installazione di Attilio Quintili
ACQUA DI FUOCO
atrio di Palazzo Eustachi, TERNI, a partire dalle 18.00

Presentazione del catalogo “officinaed’arte” #7

IL SUONO DEL BIANCO – PATRIZIA MOLINARI –

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PATRIZIA MOLINARI
IL SUONO DEL BIANCO
a cura di  Andrea Baffoni
01-16 novembre 2014
Inaugurazione 01 novembre 2014, ore 19,00 p.m.

FREEMOCCO’S HOUSE, DERUTA


Dal 1 al 16 novembre lo spazio espositivo Freemocco’s house di Deruta ospita la mostra Il suono del bianco, con opere inedite di Patrizia Molinari. L’artista dialoga da tempo attraverso forme d’arte eterogenee, esaltando il senso nascosto del tempo e dello spazio. L’universo e le dinamiche della materia sono costantemente presenti nel suo lavoro, dove la pittura si alterna alla fotografia, l’installazione alla scultura, e l’oggetto è spesso in relazione all’ambiente circostante in una dimensione evocativa. Come evocativa è la mostra di Deruta, nata dal suo amore per la musica e letteratura, catalizzatrici di una ricerca che la coinvolge da anni: quella sul bianco. Il bianco in quanto essenza d’energia, luogo metafisico dell’essere, spazio irrazionale di alternanza psichica. Il bianco come idea. Un interesse che ha portato Molinari, nel corso degli anni, a scoprire poeti, scrittori, filosofi, musicisti che curano, studiano, si ispirano al bianco: «ad ogni scoperta ho registrato le loro parole o i loro suoni per poi reinterpretarli secondo la mia “vocazione” al bianco, assenza e presenza, vuoto e pieno, silenzio e rumore, nascita e morte, decomposizione e luce». La mostra è a cura di Andrea Baffoni e presenta un catalogo inedito, nella consueta linea artistica di Freemocco curata da Attilio Quintili, contenete contributi critici, oltre al curatore, di Manuela De Leonardis e Stefano Cecchetto.

Presentazione del libro, serie speciale “IL SUONO DEL BIANCO” con testi di Andrea Baffoni, Manuela De Leonardis, Stefano Cecchetto.

Apertura mostra su appuntamento: ph. 3491339086

 

Associazione freemocco a.p.s.
freemocco’s house
Via Vincioli 18
06053 Deruta PG
e-mail: info@freemocco.com
http://www.freemocco.com
3491339086

 

PATRIZIA MOLINARI
IL SUONO DEL BIANCO
curated by  Andrea Baffoni
1st-16th november 2014
opening 1st november 2014, 19,00 p.m.

FREEMOCCO’S HOUSE, DERUTA

From the 1st to the 16th November, the show space Freemocco’s house in Deruta will be hosting the exhibition The Sound of White, with unreleased works by Patrizia Molinari. The artist has long dialogued through heterogeneous art forms, enhancing the hidden sense of time and space. The universe and the dynamics of matter are constantly present in her work where painting alternates to photography, installation to sculpture and the object is often in relation to the surrounding environment in an evocative dimension. Ad evocative is the exhibition in Deruta, born from her love for music and literature, catalysers of a research which has involved her for years: the research on white. White as an essence of energy, metaphysical place for the self, irrational space of psychic alternation. White as an idea. An interest which has brought Molinari, throughout the course of the years, to discover poets, writers, philosophers, musicians which curate, study and are inspired by white: “At each discovery I recorded their words or their sounds to then reinterpret them according to my “vocation” towards white, absence and presence, empty and full, silence and noise, birth and death, decomposition and light”. The exhibition is curated by Andrea Baffoni and presents an unseen catalogue, as is customary of Freemocco curated by Attilio Quintili, containing critical contributions, other than by the curator, by Manuela de Leonardis and Stefano Cecchetto.

Book presenation, special series “THE SOUND OF WHITE” with texts by Andrea Baffoni, Manuela De Leonardis, Stefano Cecchetto.

Exhibition opens by appointment: ph. 3491339086

CROIX – JACQUES SAMIR STENKA, Trevi

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11-26 ottobre 2014
Inaugurazione 11 ottobre ore 18
Complesso Museale di S. Francesco
TREVI
CROIX

I Crocifissi di Stenka, superbi e iattanti, occupano lo spazio della chiesa di San Francesco facente parte dell’omonimo Complesso Museale di Trevi. Le opere esposte hanno tutte lo stesso tema, presente anche nei disegni: l’uomo trafitto alle mani e ai piedi. Il racconto, che si snoda secondo un percorso non analogico, è affidato al vigore della linea, che accentua il senso di alta tragedia in una messa in scena dai fondamenti archetipici. Nonostante il soggetto di ascendenza prettamente occidentale, nonostante le concessioni verso l’iconografia più diffusa, il segno del pittore ivoriano, le sue anatomie, gli spazi che amministra, le integrazioni fantastiche, sono totalmente personali, africani quanto meno: vi batte l’onda perpetua dell’oceano, vi si protrae l’alito del deserto, si spande fino ai confini delle città la forza verde della natura. Tuttavia la sua arte non è permeabile nemmeno ai riferimenti figurativi più noti del continente e, si badi bene, la sua terra non è certo avara di produzioni di notevole qualità.
Jacques Samir Stenka è un artista nato nel 1945 a Bingerville in Côte d’Ivoire. Compie gli studi giovanili nel paese natale. È il primo pittore africano ad avere accesso à l’école des Beaux Arts de Paris, dove consegue il Diplôme National Français et du D.S.A.P. (Diplôme Supérieur des Arts Plastiques). Il suo impegno culturale consiste soprattutto nella salvaguardia del carattere del linguaggio artistico delle terre natali, recuperando sia il perenne senso del rapporto con la vegetazione sia espressioni figurative antiche, ancestrali: egizie e collegate con la figura femminile remota, primigenia.

In occasione dell’inaugurazione della mo9stra verrà presentato il libro, serie speciale “CROIX II” con testi di Enrico Sciamanna, Virginia Ryan, Ilaria Cozzaglio e Giulio Giorello edito dall’associazione freemocco.

Per informazioni
Apertura: dalle ore 10.00 alle ore 17.00
Telefono: 0742.332222
FAX: 0742.332237
Email: cultura@comune.trevi.pg.it
Sito Web: http://www.comune.trevi.pg.it/

FIGURE PERTURBANTI – TONINA CECCHETTI

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FIGURE PERTURBANTI
TONINA CECCHETTI 
a cura di Giorgio Bonomi
19-28 settembre 2014
inaugurazione 19 settembre ore 19,30

FREEMOCCO’S HOUSE, DERUTA

FIGURE PERTURBANTI. …“Figura” significa “forma”, “aspetto del corpo umano”, ma la sua origine è nel latino “fingěre” cioè “foggiare”, “modellare”, che è il verbo che attiene alle sculture plasmate da Tonina Cecchetti. …
Tonina Cecchetti: Scultrice, realizza opere ieratiche quanto inquietanti. La sua raffinata tecnica di esecuzione si avvale di diversi materiali che vanno dal refrattario cerato all’argento, dal ferro, al bucchero, alla maiolica. Alle sue opere dà titoli frutto di ironici giochi linguistici, ponendo così l’osservatore di fronte allo spiazzante problema della corrispondenza del nome al soggetto. A volte, la ceramica e la terracotta si sposano con materiali di recupero di matrice organica, quali pelli, lane e piume, che portano al superamento e all’annullamento della morte attraverso il riuso e la ricontestualizzazione dei resti animali nell’opera d’arte. Il corpo femminile e quello del bambino restano da tempo le tematiche più indagate; rese con forme candide e aggraziate quanto ieratiche e inquietanti. Le sculture appartenenti alla sua più recente stagione creativa sembrano bloccate in un silenzio mistico: figlie di una ritualità contemplativa, in precario equilibrio tra simbolo e realtà.

Presentazione del libro, serie speciale “FIGURE PERTURBANTI” con testo di Giorgio Bonomi.
Apertura mostra su appuntamento: ph. 3491339086

freemocco’s house
Via Vincioli 18
06053 Deruta PG
e-mail: info@freemocco.com
http://www.freemocco.com/
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MasterClass@freemocco

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Masterclass in “lutum”, Simposio tra fango e design alla Freemocco’s House di Deruta
22-23-24 agosto 2014
In residenza: Luca Binaglia, Lucio Curcio, Maddalena Vantaggi, Chiara Pellicano e Edoardo Giammarioli (Studio Gradosei)

di Francesca Duranti
Cinque designer provenienti da varie regioni, a fine agosto, si incontreranno a Deruta in residenza alla Freemocco’s House, per un simposio sull’origine della ceramica. I designer si interrogheranno sul futuro del “lutum”, nel senso più Biblico e antico del termine, sperimentando con acqua e terra, e “giocando con il fango”. Cinque menti creative si confronteranno in una masterclass con Attilio Quintili, artista e ceramista derutese, che ha lanciato loro il monito di una riscoperta della tradizione ripartendo dalla Terra. In queste tre giornate, ci si interrogherà sulla metamorfosi, intesa non solo come trasformazione della materia, ma anche come adattamento alla contingenza e interpretazione di realtà diverse, su come il design può ridare vita ad una materia così antica. Tutti elementi riconducibili al carattere eclettico della ceramica, un materiale in grado di mutare ed evolversi, pur mantenendo la propria identità. L’intento dell’incontro è stabilire prima di tutto un diverso approccio alla lavorazione della materia confrontandosi con due modalità espressive che, seppur distinte nel loro linguaggio, presentano particolari affinità e punti in comune. Se da un lato, l’artista raggiunge il pubblico attraverso il valore immateriale dell’opera, veicolato dal suo stesso pensiero e dalla posizione che egli assume nei confronti della realtà, il designer si confronta direttamente con la realtà, prendendo spunto dalla stessa per creare oggetti finalizzati a un suo miglioramento e perfezionamento.

Questo sarà solo il primo incontro, la memoria e il progetto passano per questa strada, con lo sviluppo di attività di laboratorio aperte al mondo della nuova creatività e del fare artigianale.
In autunno verrà messo in mostra alla Freemocco’s House il risultato di questo incontro, raccontando dettagliatamente una particolare residenza di designer nel cuore dell’artgianalità umbra, ma questo non sarà il traguardo da raggiungere, i designer puntano alla produzione e con essa si aprirà un nuovo capitolo sull’identià del “MOCCO”.

CROIX, Jacques Samir Stenka

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CROIX 
JACQUES SAMIR STENKA
a cura di Enrico Sciamanna
17 AGOSTO 2014
FREEMOCCO’S HOUSE, DERUTA

ORE 19.30
CROIX
I Crocifissi di Stenka, superbi e iattanti, occupano le pareti della freemocco’s house. Le opere esposte hanno tutte lo stesso tema, presente anche nelle carte: l’uomo trafitto alle mani e ai piedi. Il racconto, che si snoda secondo un percorso non analogico, è affidato al vigore della linea, al bianco e nero che accentuano il senso di alta tragedia in una messa in scena dai fondamenti archetipici, a pochi colori primari che rappresentano una sorta di concessione ad un’estetica appena appena più frivola, ma mai gratuita o, tantomeno, inadeguata.

Jacques Samir Stenka è un pittore nato il 3 novembre 1945 a Bingerville in Côte d’Ivoire. Compie gli studi giovanili nel paese natale. È il primo pittore africano ad avere accesso à l’école des Beaux Arts de Paris, dove consegue il Diplôme National Français et du D.S.A.P. (Diplôme Supérieur des Arts Plastiques). Il suo impegno culturale consiste soprattutto nella salvaguardia del carattere del linguaggio artistico delle terre natali, recuperando sia il perenne senso del rapporto con la vegetazione sia espressioni figurative antiche, ancestrali: egizie e collegate con la figura femminile remota, primigenia.

ORE 21.30
Riflessioni “ Intorno al Crocifisso”
Lauda Drammatica “ Donna de Paradiso – Pianto della Madonna” di Jacopone da Todi
Declamazione di Enrico Sciamanna e Francesca Sciamanna.

Presentazione del catalogo, serie speciale “CROIX” con testi di Enrico Sciamanna, Virginia Ryan, Ilaria Cozzaglio e Giulio Giorello.