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Attilio Quintili – Bianco Sporco/Off-white

BIANCO-SPORCO-COPERTINA-WEB
www.attilioquintili.com

ATTILIO QUINTILI
OFF-WHITE – BIANCO SPORCO
a cura di Anty Pansera
2-4 settembre 2016

Rotonda dell’architetto Galli di Muky
Via maioliche, angolo piazza 2 giugno, FAENZA

In occasione di Argillà 2016, manifestazione a Faenza dedicata all’arte della ceramica, si terrà la mostra Bianco sporco, con opere di Attilio Quintili. Curata da Anty Pansera, con testi nel libro di mostra di Enrico Crispolti, Anty Pansera, Andrea Baffoni e Cristina Magnaghi, l’esposizione presenta la recente produzione dell’artista, con le inedite opere in porcellana. Formatosi nell’ambito della tradizione ceramica umbra, Quintili ha sviluppato nel tempo una propria identità artistica che ha saputo definire ben al di là della semplice attività ceramica. Nel suo lavoro la terra è divenuta metafora di crescita spirituale, spingendosi verso livelli sempre più alti di sperimentazione e determinando il raggiungimento di soluzioni formali uniche nel suo genere.
Noto a livello nazionale per la particolarità delle “sculture esplose”, Quintili presenta ora, per la prima volta, la produzione legata alla porcellana sottoposta al traumatico processo dell’esplosione. Il risultato è tuttavia straordinario. La materia si presenta frantumata, eppure ben salda, tanto da sembrare come una materializzazione tridimensionale dei cretti burriani. Lo shock provocato al momento dell’esplosione, infatti, resta impresso nella materia come memoria interna, determinando un movimento epidermico che a seguito della cottura produce un singolare craquelè.
Nel caso specifico di Argillà 2016, fruttando l’originalità architettonica della Rotonda, la mostra si presenta quindi come un viaggio nel mistero della materia, trovando anche la corrispondenza del titolo proprio nel bianco, ormai consunto, degli intonaci. Bianco sporco è la metafora del cammino di purificazione, cui la materia allude proprio nel senso del processo interno alla forma e, in questo caso, alla sede espositiva.

 

Enrico Crispolti: “… nell’intuizione immaginativa di Quintili mi sembrano implicite suggestioni, al confronto, invece proprio di più remota allusione: come appunto al conformarsi intrinseco della materia nella sua originaria dimensione cosmica, siderea (quasi implicitamente in certo modo affini a proiettive intuizioni prampoliniane di materialità cosmiche).”

 

Anty Pansera:La specificità/originalità architettonica di quei cunicoli sotterranei che abbracciano le fondamenta del particolare pozzo, cuore della Rotonda/Belvedere  destinato a  contenere la neve per la conservazione degli alimenti, ha suggerito a Quintili di “invaderli”, accompagnando il visitatore in un particolare percorso, alla scoperta di questa sua ultima installazione,  Off-White / Bianco Sporco. E proprio nella discesa si scopre il perché di questo titolo/denominazione:  bianca la porcellana “sporcata” dagli effetti dell’esplosione, bianco ormai consunto, l’intonaco dell’ipogeo. …”

 

Andrea Baffoni: “… Nel suo stadio iniziale, al momento dell’esplosione, il caolino ricorda l’evento cui è stato sottoposto, restituendolo, al momento della cottura, sottoforma di screpolature. Questi cretti imprevisti, esprimono ancora una volta quel principio d’indeterminazione cui il lavoro di Quintili continua ad essere sottoposto, ed è proprio la filosofia orientale ad offrire la lettura più adeguata per tali risultanze. …”

 

Cristina Magnaghi: “… Tutto ha senso, il per caso non esite, solo il miracolo della creazione si offre. Dove i suoni degli uomini non esistono nasce Off White come una provocazione donata all’esistenza. …”

 

Info:
Orari di apertura: 2,3,4 settembre 2016, dalle 10 alle 13 e dalle 16 alle 19.

Libro di mostra: Off-White – Bianco Sporco (disponibile dall’inaugurazione della mostra), testi di: Enrico Crispolti, Anty Pansera, Andrea Baffoni, Cristina Magnaghi.freemocco edizioni

Video della mostra in Lingua dei segni (LIS).

 

Attilio Quintili
Studio: Via Vincioli 13
06053 DERUTA PG Italy
tel. 075 9711431 – cell. 349 1339086
www.attilioquintili.com
info@attilioquintili.com

CONVIVIO CON L’ARTE 2014

COMUNICATO STAMPA
Denominazione dell’evento: CONVIVIO CON L’ARTE 2014 ( quarta edizione)
In cosa consiste:
serate culturali e di beneficenza ad offerta per elevarci attraverso l’arte dei Maestri, per incoraggiare i nuovi talenti, per stare bene con noi stessi e dare dita ad un concreto impegno sociale.

Sede degli eventi:

giardino del Residence Domus Volumnia Perugia

Data e ora degli eventi:

Venerdì 27 Giugno, 11 e 25 Luglio, 8 e 22 Agosto, 5 Settembre dalle ore 20 alle 23.

Artisti che si esibiranno nelle 6 serate: vedi programma

Perché questa iniziativa:

CONVIVIO CON L’ARTE arriva alla sua quarta edizione mantenendo inalterato il suo fascino

e la sua prorompente vitalità, legate ad una formula che rappresenta uno stimolo ad affrontare la vita in pienezza e serenità.

Nel variegato ed infinito panorama di iniziative che animano la nostra società non è dato di trovarne un’altra che sappia unire il piacere del “convivio” con quello dell’Arte, intesa come espressione della creatività in tutti gli ambiti nei quali essa ha la possibilità di esprimersi, dalla pittura alla scultura, dalla musica alla danza, dalla poesia al teatro.

 

Ma “CONVIVIO CON L’ARTE” non è solo tutto questo, è molto di più: è lo stimolo a tutti i partecipanti

a confrontarsi sui grandi temi della vita e della cultura, nonché a partecipare ad iniziative di solidarietà vera

in favore di Enti ed Associazioni che si prodigano in favore delle fasce più deboli ed esposte della società.

 

A proposito dei temi relativi alla vita ed alla cultura, dopo “la solidarità” del 2011,

“la ricerca della felicità” del 2012 e “la consapevolezza del tempo” del 2013

quest’anno saremo chiamati a confrontarci su un altro tema di fondamentale importanza quale la

libertà e dignità dell’uomo” che assume un valore dirompente in questa nostra società nella quale corriamo il rischio di diventare schiavi di un modello in cui siamo ridotti a oggetti e soggetti di consumo.

Una riflessione che ci spingerà ad indagare nei bisogni dell’anima ed a scoprire come il due elementi “libertà e dignità” siano per un verso inscindibili tra loro, ma per l’altro possano anche essere in antitesi, quando della libertà “individuale e collettiva” si fa un uso smodato capace di calpestare la dignità altrui.

 

Info e contatti:

Rossano Cervini 329.6915815    direzione@domusvolumnia.it

locandina Convivio

Il silenzio del pieno – ATTILIO QUINTILI- LUCA COSTANTINI

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30 giugno 2013

IL SILENZIO DEL PIENO
a cura di Andrea Baffoni
con un testo di Antonella Pesola

NUOVOH ANTICOH USATOH
via Sandro Penna, 22l
Sant’Andrea delle Fratte, Perugia

dalle 20 alle 24 special muisc selection:
★★ DJ $ISOH ★★★
★★★ NUOVOH.ANTICOH.USATOH.★★★

IL SILENZIO DEL PIENO: Nel tempo degli inutili clamori l’arte si rifugia in luoghi inconsueti per dar la possibilità agli spiriti liberi ancora in vita di apprezzarne l’essenza. In quest’ottica gli artisti Luca Costantini e Attilio Quintili sfidano le consuetudini con una esposizione dove l’impalpabile si confonde con l’eccesso, e l’immaterialità dell’arte diventa presenza. Il Silenzio del Pieno è una mostra sperimentale che sorprende gli spettatori, ignari protagonisti a loro volta di un’esperienza multisensoriale.
L’evento, organizzato dallo staff Freemocco, è sponsorizzato dal Nuovoh Anticoh Usatoh di Daniele Brufani che ha offerto i propri ampi spazi di via Penna come inconsueta e stimolante location, scelta dettata dalla voglia di rompere la monotonia di un sistema al collasso e voluta per un luogo simbolo di un tempo dove la necessità sta riportando tutti a riscoprire usi dimenticati.

Surfacing – Virginia Ryan

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Surfacing
Virginia Ryan
a cura di Antonella Pesola

15 settembre 2013

freemocco’s house, deruta

Ambienti domestici vengono invasi da presenze evocatrici di antichi miti. Sono opere di Virginia Ryan frutto della ricerca dell’artista australiana naturalizzata italiana, che da tempo vive in Costa d’Avorio (dal 2009, ma già vissuto e lavorato in Ghana dal 2001-2008), che fugge dalla logica della globalizzazione o tribalizzazione. Installazioni imponenti che richiamano le leggende dei popoli che vivono accanto al mare, la Mami Wata  lo spirito femminile delle acque. La sirena dai lunghi capelli, che appare tra i flutti dell’oceano, alla foce dei fiumi, nelle lagune. Una riflessione sul modello femminile ammaliante, destabilizzante e sfuggente che afferma il potere delle proprie caratteristiche.

Attraverso le figure di Virginia Ryan, tessute con migliaia di mèches cinesi, comprate al mercato di Adjamé (Abidjan), Mami Wata  si trasforma e si adatta alla realtà contemporanea, quella dell’uso delle hair extension importante arma di seduzione delle donne libere nella speranza di una vita migliore, in un legame dinamico tra mitologie tradizionali e nuovi contesti simbolici.  Il nomadismo culturale che contraddistingue la Ryan sostiene una produzione artistica che ironizza contro la mercificazione di un’economia ormai globale, affermando il diritto ad un viaggio multiculturale, sfuggendo ad ogni logica di appartenenza nega il valore dell’habitat a favore di un pensare il tempo condensato nella forma dell’opera.
La Mami Wata nasce così da un dialogo tra la dimensione più antica e più autentica e quella moderna di icona del consumismo, simbolo di mercificazione del corpo femminile, incarnazione dei desideri, delle paure e delle contraddizioni di una modernità materiale.