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Roma/Todi NINO CARUSO i luoghi del fare

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01/ 22 maggio 2016
freemocco’s house
Via Vincioli 18, DERUTA, PG, Umbria
Inaugurazione, 1° maggio 2016, ore 18.00

Il primo maggio verrà presentata a Deruta presso l’Associazione freemocco la pubblicazione “ROMA/TODI – Nino Caruso – I LUOGHI DEL FARE”. Il volume, che verrà presentato il giorno dell’inaugurazione della mostra, descrive i luoghi di lavoro di Nino Caruso, dall’inizio della sua attività artistica nello studio di Salvatore Meli a Villa Massimo (Accademia tedesca), allora luogo di lavoro di importanti artisti (tra questi Guttuso, Leoncillo, Mazzacurati), fino allo studio di Todi. Una ricca documentazione fotografica è introdotta da un testo di Claudia Terenzi che ha seguito fin dagli inizi il lavoro di Nino Caruso e un testo dell’artista che racconta i quattro luoghi che fanno rivivere l’atmosfera particolare in cui l’artista ha creato le sue opere. Le foto rivelano come ogni ambiente in cui ha operato caratterizzi percorsi estetici sempre nuovi, dovuti anche al luogo, allo spazio e alla luce. Lo studio è il luogo magico dove per ragioni misteriose e inesplicabili l’artista concentra la sua energia spirituale e creativa, luogo privato che da anni Nino Caruso, come altri artisti, ha aperto al pubblico per creare momenti di dialogo e di confronto sul suo operare.

Il percorso della mostra, in occasione della presentazione del volume, vedrà oltre al ricco materiale fortografico anche alcuni  lavori significativi dell’iter artistico del maestro secondo quei luoghi del fare che lo hanno contraddistinto.

Il 1* maggio 2016 in occasione dell’inaugurazione della mostra verrà presentato il libro ROMA/TODI – Nino Caruso – I LUOGHI DEL FARE

con testi di Claudia Terenzi e Nino Caruso
Edizioni Freemocco
E’ possibile prenotare il volume inviando richiesta a: info@freemocco.com

NINO RUGGERO FAURO 2 copia-web

Nino Caruso, è nato a Tripoli nel 1928, di genitori siciliani di Comiso provincia di Ragusa. Operaio tornitore, comunista, sindacalista, espulso da Tripoli nel 1951 insieme a Valentino Parlato ed altri compagni. Nello stasso anno è introdotto dal ceramista comisano Salvatore Meli a Villa Massimo a Roma, dove conosce Guttuso, Mazzacurati, Leoncillo, Brunori, Greco e gli scrittori Carlo Levi, Cesare Zavattini, D’Arrigo. Frequenta gli artisti di Piazza del Popolo, Via Margutta, Via del Babuino e dopo il servizio militare, nel 1955 decide di intraprendere l’attività di ceramista. Nel corso degli anni espone in Italia e all’estero, dove, le sue opere sono presenti in collezioni pubbliche e private. Ha scritto per l’editore Hoepli di Milano manuali per la ceramica, tutt’ora pubblicati. Ceramica Viva, 1980, terza edizione; Decorazione Ceramica, 1981, seconda edizione, Ceramica Raku, 1981, seconda edizione: Dizionario delle tecniche e dei materiali ceramici, 2005: la biografia Nino Caruso/Ceramica Oltre, 1998. L’editore Edimond di Città di Castello pubblica nel 2008 Nino Caruso/On the road. Realizza nel 1983 per la RAITV un programma in dieci puntate sull’arte della Ceramica. Dopo la morte dello scultore Leoncillo dirige la sezione dell’Istitruto Statale d’arte di Roma dal 1970 al 1985 e dal 2005 al 2008 l’Accademia di Belle Arti di Perugia. Ha tenuto corsi, conferenze, workshops in università degli Stati Uniti, Europa, Cina, Corea, Giappone, Australia, Argentina, Turchia, Egitto Ha organizzato seminari, mostre, wokshop in Italia e in Portogallo. Ha donato nel 2009 al Comune di Torgiano un cospicuo numero di opere dal 1954 al 2009. Ha curato per la Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma una mostra della Scultura Ceramica Contemporanea in Italia con le opere di 63 artisti, dal 7 marzo al 7 giugno 2015. Lavora a Roma e a Todi.

info:
freemocco a.p.s. – Via Vincioli 18, 06053 DERUTA PG Italy
http://www.freemocco.com – info@freemocco.com – ph. 349 1339086 –
Apertura della mostra su appuntamento ph. 3491339086.

La Città di Perla – Laura Patacchia –

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a cura di Andrea Baffoni

5 dicembre 2015 – 3 gennaio 2016
freemocco’s house
Via Vincioli 18, DERUTA
Inaugurazione, 5 dicembre 2015, ore 18.00

Dal 5 dicembre 2015 al 3 gennaio 2016, alla freemocco’s House di Deruta, è visitabile la mostra di Laura Patacchia dal titolo La città di Perla, dove l’artista presenta un progetto organico studiato appositamente per lo spazio espositivo. La città di Perla è uno dei tanti luoghi nati dalla fantasia degli artisti, perché quando la realtà non basta si deve per forza edificare un nuovo mondo. Alfred Kubin l’ha fatto con il romanzo L’altra parte, pubblicato nel 1909 e da lui stesso illustrato. La città di Perla è un luogo dell’anima, crepuscolare e insolito, dove i colori svaniscono nelle tonalità dell’ombra e le forme s’ibridano nell’incertezza del sogno. Prendendo spunto dal romanzo di Kubin, e più in particolare proprio dalle illustrazioni, la mostra evidenzia l’attenzione di Laura Patacchia per i temi dell’onirico, confermandola come la più convincente interprete umbra del linguaggio post-umano. Le sue “case-lucerna”, i disegni “corpo-casa”, le “sirene”, trovano spazio nella mostra, evidenziando la predilezione per la “poetica del nido”, ed è così, che per circa un mese lo spazio di Deruta sarà trasformato, permettendo al visitatore il vero e proprio ingresso in un nuovo mondo.

Il 3 gennaio 2015 in occasione del finissage verrà presentato il libro LA CITTÀ DI PERLA con il testo critico di Andrea Baffoni e un contributo di Antonio Gatto. Edizioni Freemocco.
E’ possibile prenotare il volume inviando richiesta a: info@freemocco.com.

info:
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Apertura della mostra su appuntamento ph. 3491339086.

LAURA PATACCHIA, (breve biografia)
Laura Patacchia nasce in Umbria, a Terni il 9.06.74
principali esposizioni: nel 1996 inizia a Perugia con “LINEARMENTE” Galleria Atelier/ 1999 interviene a Volterra con una installazione in loco “SCENA IMPOSSIBILE” / 2001 viene invitata a “CARTUSIA” Certosa di Pontignano, espone a Sarajevo “Biennale Giovani Artisti del Mediterraneo”, è presente al Trevi Flash Art Museum per “LINEA UMBRA-01”/ Tra il 2005/2007 espone al PITTI FILATI di Firenze/ 2006 partecipa al concorso Treviso “L’ARTE PER IL COSTRUIRE”, ANCE /2008 è invitata ad Ancona per “ARRIVI E PARTENZE”/ 2011 a Varese è presente con uno dei suoi abiti, “ABITUALMENTE” Galleria Duet/ 2012 Burghley “FLORA AND FAUNA” Sculpture Garden/ 2013 realizza un’opera per “COSI’ IN CIEO COME IN TERRA ”, Carapace di Arnaldo Pomodoro/ opera in ensamble “ EST QUE TU PEUX ME VOIR” per la “Biennale d’arte contemporanea Magna Grecia”/ realizza una installazione per “TULL MUM EVERYTHING IS OK “ Palazzo Penna, Perugia/ “Ricognizione 2014” Museo Ciac, Foligno/ 2015 Città di Castello “Hortus Artis”, Palazzo Bufalini/ San Demetrio Corone, Cosenza “VOGLIO VEDERTI” opera in ensamble, “Biennale d’arte contemporanea Magna Grecia”, Collegio S. Adriano.

Post recenti

Santa Caterina 2015, freemocco’s house

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Santa Caterina d’Alessandria d’Egitto, vergine e martire del 305 d.c., protettrice dei ceramisti di Deruta,
25 novembre 2015, freemocco’s house, dalle ore 18.00
mostra: Antò – Antonia Campi e Antonella Ravagli, a cura di Anty Pansera.

In foto: alzata, raffigurante Santa Caterina, lustro rosso e oro, XVII secolo, Deruta.

Il Mocco di Deruta – serie speciale – 99 pezzi –

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Eraldo Chiucchiù – LITOFANIE –

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26 settembre – 18  ottobre 2015

 

freemocco’s house, via Vincioli 18, Deruta PG Italy
Inaugurazione, 26 settembre 2015, ore 18.00

Sabato 26 settembre 2015 si inaugura la mostra personale di opere in porcellana LITOFANIE di Eraldo Chiucchiù. “….I lavori recenti in porcellana di Eraldo Chiucchù affrontano lo studio della luminosità attraverso la leggerezza e la trasparenza con effetti sottili e rarefatti in elegante monocromia e traducendo efficacemente la sua intuizione poetica, ricreando l’orma diafana di emozioni e sentimenti suscitati dalla empatia verso i fenomeni naturali. M. Caputo”.

In occasione dell’inaugurazione verrà presentato il libro LITOFANIE con scritti di Marinella Caputo, Sauro Cardinali e Lorenzo Fiorucci.

Info:
freemocco a.p.s.
Via Vincioli 18
06053 DERUTA PG Italy
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e-mail: info@freemocco.com
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dal 27 settembre al 18 ottobre apertura della mostra su appuntamento ph. 349 1339086

Eraldo Chiucchiù: Eraldo Chiucchiù è nato nel 1951 a Deruta dove ha frequentato l’Istituto d’Arte per la Ceramica, conseguendo il diploma di arte applicata e sviluppando una notevole competenza tecnica che lo ha condotto a lavorare per diverse ditte di maiolica derutese. Ha svolto una lunga attività di insegnamento negli istituti d’arte di Perugia e Deruta e in diversi corsi professionali e laboratori didattici, ha tenuto stages in Italia ed all’estero. La sua attività artistica di scultore in ceramica deriva da intense sperimentazioni tecniche e da concentrate riflessioni sulla forma plastica. L’artista ha lavorato con continuità nel campo della ceramica, impiegandola come mezzo espressivo adatto a rendere concreta e visibile la sua intuizione creativa. La partecipazione a numerosi concorsi internazionali e a mostre personali e collettive dimostra un riconoscimento del suo talento artistico e del sorprendente controllo tecnico che esercita sul materiale.

Sauro Cardinali – GIOSTRA GRAMA

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Sauro Cradinali – Giostra Grama – euro 15.00 –
Spedizione italia (piego di libro) euro 2.00
Totale euro 17.00
per ulteriori informazioni scrivia a: info@freemocco.com

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Sauro Cradinali – Giostra Grama
pag. 52
formato 21×29
rilegatura filo rete
copertina plastificata
scritti di Giovanni Scibilia, Alessandro Piergallini, Andrea Baffoni e Sauro Cardinali.

freemocco editrice

 

 

Dalla Terra alla Carta

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MIRCO DENICOLÔ
a cura di Freemocco
14/28 dicembre 2014

Inaugurazione, 14 dicembre,ore 19.00 p.m.
freemocco’s house, via Vincioli 18, Deruta PG Italy

Mirco Denicolò presenta nello spazio Freemocco l’opera transmediale Ho intervistato la pioggia, che è composta da lastre di ceramica dipinte e grafite, un libro che usa le immagini ceramiche per costruire storie visive ed un video di commento al libro.

Dalla terra alla carta più che una mostra è un contenitore, una finestra aperta su un’opera aperta. I lavori presentati dall’autore mostrano come la forma “racconto per immagini” possa essere declinata in modi differenti attraversando tecniche e media differenti e, soprattutto, come possa non esaurirsi con una singola opera. L’artista, che nasce nel mondo della ceramica, un vero figlio dell’argilla, parte da una galassia immaginativa (il teatro dei burattini, le divinità minori orientali ed autoctone, le pantomime, la letteratura patafisica…) per raccontare e riraccontare più e più volte gli stessi personaggi collocandoli in storie diverse. Ascoltiamo e vediamo la storia del dialogo tra melomani, un dramma minimo con tre protagonisti, appunti di viaggio su una barca volante, un uomo che cammina con la valigia quasi vuota…
Denicolò è un dadaista gentile, un surrealista con il senso della pietà. In questa come in altre recenti opere mette in scena piccole tragedie quotidiane per meglio consolare i protagonisti, disegna divinità decadute e offre loro un bicchiere di vino, incontra la pioggia in un bar e ne raccoglie le confidenze sulla salute.
In questa mostra si potrà vedere il materiale iconografico realizzato con severe tecniche ceramiche su piccole lastre e il loro destino narrativo in un libro di sole immagini. Le lastrine sono riempite di oggetti, animali, piante, mobili, aquiloni, fiori, vasi, alfabeti, ruote (tante ruote e tanti rami)… e burattini, burattini scomposti e sezionati per essere meglio animati, meglio assemblati, meglio riportati in vita.
Al libro è dedicato il video realizzato dallo Studio TAAG che lo interpreta (cioè racconte altre storie), riuscendo a produrre poesia visiva, un ambiente animato fatto della materia dei sogni e un ritmo che insegue quello della musica.

La mostra è documentata da un catalogo in tiratura limitata cura di Attilio Quintili. I testi all’interno del catalogo sono a cura dell’associazione Freemocco e di Mirco Denicolò.

Mirco Denicolò è nato a Cattolica (RN) nel 1962.
Ha studiato ceramica e si è diplomato negli Istituti d’Arte di Pesaro e Faenza. Ha iniziato le esposizioni della sua attività artistica nel 1987. Le ultime mostre personali si sono svolte in gallerie e centri culturali in Italia e all’estero. Di recente si occupa di animazione e performance partendo da opere originali in ceramica. Ha lavorato nell’industria ceramica come ricercatore e sviluppatore dal 1985 fino al 2003. È insegnante di laboratorio ceramico presso l’lSIA di Faenza dal 1999. Dal 2008 insegna Disegno ai bambini nella Scuola Comunale “T. Minardi” di Faenza.

Info:
freemocco a.p.s.
Via Vincioli 18
06053 DERUTA PG Italy
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e-mail: info@freemocco.com
ph. 349 1339086

dal 15 dicembre apertura della mostra su appuntamento ph. 349 1339086

Ufficio stampa
Paola Casta
paola.casta@yahoo.it

incontrinterra

 

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Deruta, Ex fornace Grazia, anteprrima allestimento mostra incontrinterra (omaggio ad Ambrogio Pozzi – Venere Macro, 2012, Terra refrattaria calcata a mano su stampo in gesso con ingobbio nero, cm 180, edizione limitata (V / XXX), coll. Rometti)

leggi il comunicato

 

 

 

 

ARTsiders

 

artsiders

ARTSIDERS
GALLERIA NAZIONALE DELL’ UMBRIA, Perugia
dall’11-10-14 all’ 11-01-15
a cura di Fabio De Chirico e Massimo Mattioli

La Galleria Nazionale dell’Umbria si apre all’arte contemporanea con un progetto a cura di Fabio De Chirico e Massimo Mattioli
Al via un ciclo di mostre che con cadenza annuale intende offrire un punto di vista nuovo e inedito sulla scena italiana
La Galleria Nazionale dell’Umbria, in collaborazione con il Comune di Perugia, lancia il progetto Artsiders, a cura del Soprintendente e Direttore della Galleria Fabio De Chirico e del curatore Massimo Mattioli. Artisiders rientra nel Piano per l’arte Contemporanea varato dal Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo per l’anno 2014 e partecipa alla Giornata del Contemporaneo organizzata da AMACI. L’evento, organizzato grazie al sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia e della Fondazione Perugia 2019, si avvale della sponsorizzazione tecnica di Totem.
L’importante museo di arte antica e moderna apre le sue sale all’arte di oggi, a modalità espressive nuove e sperimentali aderendo, per la prima volta, alla Giornata del Contemporaneo, prevista per il prossimo 11 ottobre.
La Galleria Nazionale dell’Umbria sceglie di essere museo dell’oggi, partecipe di un divenire che si radica nel passato.
Offrendo i suoi spazi a un contenitore concettuale, uno spazio di ricerca, di riflessione e di sperimentazione, un osservatorio aperto alle diverse declinazioni e linguaggi, con il quale si propone di offrire un punto di vista nuovo e inedito sul panorama dell’arte contemporanea italiana.
Stimoli, suggestioni, analisi che poi, si spera, confluiranno in una serie di mostre allestite con cadenza annuale nelle sale del museo perugino. Un progetto ampio, che si strutturerà con mostre personali, progetti curatoriali specifici e collettive coordinate attorno a un principio ordinatore unificante. Senza opzioni vincolanti in termini di tecniche, o di linguaggi: ma con la ferma convinzione che la parte attiva, nelle dinamiche del contemporaneo, debba tornare saldamente a essere l’artista.
La mostra a cui si lavora per il debutto di Artsiders, della quale a breve saranno resi noti i dettagli, sarà una sorta di prologo dell’intero ciclo, con il quale simbolicamente il Museo aderirà per la prima volta alla Giornata del Contemporaneo organizzata da AMACI. Una non-mostra, o forse una super-mostra: caratterizzata da scelte che non intendono servire vincolanti opzioni curatoriali, né specifici criteri tematici o territoriali.  Sono gli artisti invitati i soli protagonisti:  Agostino Arrivabene, Andrea Barzaghi, Bianco Valente, Giuseppe Biguzzi, Elio Castellana, Aldo Del Bono, Francesco De Grandi, Davide D’Elia, Fulvio Di Piazza, Carlo D’Oria, Marino Ficola, Gianfranco Grosso, Vittorio Gui, Piotr Hanzelewicz, Rachele Maistrello, Movimento Milc, Riccardo Murelli, Angelo Musco, Gonzalo Orquin, Alessandro Passaro, Angela Pellicano’/ Ninni Donato, Piergiuseppe Pesce, Francesco Petrone, Luca Pozzi, Roberto Pugliese, Nicola Rotiroti, Mustafa Sabbagh, Marco Scifo, Jolanda Spagno, Michele Spanghero, Daniele Spanò, Matteo Tenardi, Cosimo Terlizzi, Nicola Toffolini, Delphine Valli, Fabio Viale, Nicola Vinci, Claudia Zicari, chiamati a presentare le proprie istanze creative in un contesto “neutro” ma spiritualmente ed emozionalmente intenso come quello offerto da un importante museo di arte antica.
www.gallerianazionaleumbria.it

Di Cesare Coppari. Le figure perturbanti di Tonina Cecchetti

di Cesare Coppari

Il rimosso è tornato a fare irruzione alla ‘Freemocco’s House’ sino a domenica scorsa grazie alle figure in ceramica di Tonina Cecchetti, che il critico d’arte Giorgio Bonomi, curatore dell’esposizione, ha definito “perturbanti”. In attesa che il palcoscenico espositivo di Attilio Quintili riprenda a dare un nuovo senso a ciò che è a torto ritenuto familiare e scontato e a far emergere nuovamente alla coscienza desideri, pensieri o residui mnestici intollerabilmente angoscianti.

Le figure perturbanti di Tonina Cecchetti

Deruta. Immaginate di essere accolti in un tipico appartamento di una tipica casa umbra da persone che sapete esserne i proprietari o che, comunque, vi appaiono come se lo fossero. Immaginate, poi, di iniziare a parlare con queste persone come se le conosceste da sempre, magari seduti ad un tavolo apparecchiato, prima di muovere qualche passo in un ambiente tanto domestico da farvi sentire a casa vostra. Immaginate infine – la fantasia non ha limiti – di imbattervi, nel tentare di passare da una stanza all’altra attraverso una porta, in nove busti di bambine inerti disposte in fila indiana e poggianti su gambe ugualmente inerti. Sarebbe quasi scontato sentirsi vittime designate di un’abile strategia comunicativa volta a favorire l’irrompere di qualcosa di estraneo in uno scenario di assoluta normalità.
Tale è l’impressione suscitata in noi dalle creature in ceramica di Tonina Cecchetti albergate sino a domenica scorsa alla “Freemocco’s house” di Deruta. E che Giorgio Bonomi, curatore dell’esposizione, ha felicemente definito “Figure perturbanti”, cogliendo lo scarto tra la perfezione del numero nove e l’imperfezione della forma di queste misteriose repliche di uno stesso tipo dislocate nello spazio espositivo. Modellate in refrattario invetriato con cristallina lucida e decorate con oro zecchino e decalcomania, le figure dell’artista umbra mancano infatti di testa e di braccia. Ed è appunto questo scarto tra compiutezza e incompiutezza, identità e differenza, ordinarietà e straordinarietà dell’opera ad aprire le porte a quello che Freud chiamava “Das Unheimliche”, “Il Perturbante”, ossia l’improvvisa irruzione dell’estraneo nel familiare o, più precisamente, l’inatteso riemergere del rimosso alla coscienza, processo che turba il nostro equilibrio e la nostra interpretazione della realtà spingendoci a ricondurre la situazione alla normalità. Impossibile da evitare, l’impressione che l’“heimlich” divenga “unheimlich” si fa angosciante in questi nove calchi in cui la sensazione una scintilla di vita dell’oggetto che li ha impressi continui ad animarli convive con il sospetto che questo agente impressore s’aggiri in carne ed ossa da qualche parte nell’appartamento messo a disposizione di colleghi, critici e semplici appassionati d’arte dall’artista derutese Attilio Quintili, convinto che il confronto con la produttiva autoriflessività e ambiguità del lavoro estetico debba essere ricercato anche al di fuori di musei e gallerie.
Un’operazione che si accorda pienamente con la poetica del padrone di casa, e che riconduce all’effetto di straniamento riconosciuto come tipico della comunicazione estetica da parte dei formalisti russi. Secondo i quali l’artista, per descriverci qualcosa che abbiamo sempre visto e conosciuto, impiega il proprio linguaggio in maniera innovativa, e la nostra prima reazione si traduce in un senso di spaesamento, quasi in un’incapacità di riconoscere l’oggetto un tempo familiare attraverso la deformazione che ce lo rende estraneo.
“Straniamento” e “spaesamento” sono due dei termini utilizzati dagli psicoanalisti per tradurre il “perturbante” teorizzato dal loro padre putativo a due anni di distanza dalla riflessione dei formalisti russi, e proprio a partire dalle riflessione estetica romantica sulla bellezza dell’orrido e del sublime. Ma è solo l’insorgere d’un senso d’angoscia e di paura a rendere perturbante l’irruzione dell’estraneo nel familiare. Diremo allora che, sempre straniante, l’arte è a volte anche perturbante. Cosa che vale per l’opera di Tonina Cecchetti e per l’ambiente che la ospita, quella “Freemocco’s house” sempre spaesante e straniante per gli amici dell’arte e immancabilmente perturbante e inquietante per quei soggetti, privati o pubblici, chiamati a mediare tra produzione e consumo dell’arte.

Nelle immagini sotto, la locandina dell’esposizione di Tonina Cecchetti ospitata alla Freemocco’s house di Deruta a cura di Giorgio Bonomi; l’opera dell’artista umbra vista da prospettive diverse, entrambe perturbanti; un ritratto fotografico dell’artista umbra.

FIGURE PERTURBANTI – TONINA CECCHETTI

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FIGURE PERTURBANTI
TONINA CECCHETTI 
a cura di Giorgio Bonomi
19-28 settembre 2014
inaugurazione 19 settembre ore 19,30

FREEMOCCO’S HOUSE, DERUTA

FIGURE PERTURBANTI. …“Figura” significa “forma”, “aspetto del corpo umano”, ma la sua origine è nel latino “fingěre” cioè “foggiare”, “modellare”, che è il verbo che attiene alle sculture plasmate da Tonina Cecchetti. …
Tonina Cecchetti: Scultrice, realizza opere ieratiche quanto inquietanti. La sua raffinata tecnica di esecuzione si avvale di diversi materiali che vanno dal refrattario cerato all’argento, dal ferro, al bucchero, alla maiolica. Alle sue opere dà titoli frutto di ironici giochi linguistici, ponendo così l’osservatore di fronte allo spiazzante problema della corrispondenza del nome al soggetto. A volte, la ceramica e la terracotta si sposano con materiali di recupero di matrice organica, quali pelli, lane e piume, che portano al superamento e all’annullamento della morte attraverso il riuso e la ricontestualizzazione dei resti animali nell’opera d’arte. Il corpo femminile e quello del bambino restano da tempo le tematiche più indagate; rese con forme candide e aggraziate quanto ieratiche e inquietanti. Le sculture appartenenti alla sua più recente stagione creativa sembrano bloccate in un silenzio mistico: figlie di una ritualità contemplativa, in precario equilibrio tra simbolo e realtà.

Presentazione del libro, serie speciale “FIGURE PERTURBANTI” con testo di Giorgio Bonomi.
Apertura mostra su appuntamento: ph. 3491339086

freemocco’s house
Via Vincioli 18
06053 Deruta PG
e-mail: info@freemocco.com
http://www.freemocco.com/
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CIVITAS DOLENS

baldicchi

Istallazione di Marco Baldicchi
A cura di Bruno Corà

Citerna
12 settembre – 6 gennaio 2014

Venerdì 12 settembre alle ore 18.30 presso la cappella adiacente la chiesa di S Francesco di Citerna,  inaugurerà la mostra CIVITAS DOLENS dell’artista tifernate Marco Baldicchi, a cura di Bruno Corà e in collaborazione con Atlante Servizi Culturali, la Parrocchia di San Michele San Francesco di Citerna e il Comune di Citerna. Quaranta formelle di porcellana andranno a comporre un’istallazione pensata appositamente dall’autore per il suggestivo ambiente dell’ex cappella del SS. Sacramento a Citerna.  Civitas Dolens inteso come città dolenti  ma anche come civiltà dolenti o del dolore. Marco Baldicchi ripensa a questo progetto, già avviato con il titolo di Tablet  nell’estate 2013 per la città di Spoleto e lo amplia in favore di una nuova ambientazione in grado di potenziare il messaggio dell’opera. Ancora una volta Baldicchi, con grande eleganza estetica, elabora un pensiero artistico legato alla memoria, spesso dolorosa, della civiltà umana.

www.marcobaldicchi.it

 

Corso Garibaldi n 47 Citerna PG

orari di visita:
Settembre : da mercoledì a domenica (festivi e prefestivi) 10.00 – 13.00 / 15.00 – 18.00
Ottobre, dicembre: Venerdì 15.00 -18.00 – festivi e prefestivi, sabato e domenica 10,00 – 13.00 / 15.00 – 18.00
dal 3 novembre al 7 dicembre: CHIUSO
per info: www.atlantecooperativa.it

MasterClass@freemocco

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Masterclass in “lutum”, Simposio tra fango e design alla Freemocco’s House di Deruta
22-23-24 agosto 2014
In residenza: Luca Binaglia, Lucio Curcio, Maddalena Vantaggi, Chiara Pellicano e Edoardo Giammarioli (Studio Gradosei)

di Francesca Duranti
Cinque designer provenienti da varie regioni, a fine agosto, si incontreranno a Deruta in residenza alla Freemocco’s House, per un simposio sull’origine della ceramica. I designer si interrogheranno sul futuro del “lutum”, nel senso più Biblico e antico del termine, sperimentando con acqua e terra, e “giocando con il fango”. Cinque menti creative si confronteranno in una masterclass con Attilio Quintili, artista e ceramista derutese, che ha lanciato loro il monito di una riscoperta della tradizione ripartendo dalla Terra. In queste tre giornate, ci si interrogherà sulla metamorfosi, intesa non solo come trasformazione della materia, ma anche come adattamento alla contingenza e interpretazione di realtà diverse, su come il design può ridare vita ad una materia così antica. Tutti elementi riconducibili al carattere eclettico della ceramica, un materiale in grado di mutare ed evolversi, pur mantenendo la propria identità. L’intento dell’incontro è stabilire prima di tutto un diverso approccio alla lavorazione della materia confrontandosi con due modalità espressive che, seppur distinte nel loro linguaggio, presentano particolari affinità e punti in comune. Se da un lato, l’artista raggiunge il pubblico attraverso il valore immateriale dell’opera, veicolato dal suo stesso pensiero e dalla posizione che egli assume nei confronti della realtà, il designer si confronta direttamente con la realtà, prendendo spunto dalla stessa per creare oggetti finalizzati a un suo miglioramento e perfezionamento.

Questo sarà solo il primo incontro, la memoria e il progetto passano per questa strada, con lo sviluppo di attività di laboratorio aperte al mondo della nuova creatività e del fare artigianale.
In autunno verrà messo in mostra alla Freemocco’s House il risultato di questo incontro, raccontando dettagliatamente una particolare residenza di designer nel cuore dell’artgianalità umbra, ma questo non sarà il traguardo da raggiungere, i designer puntano alla produzione e con essa si aprirà un nuovo capitolo sull’identià del “MOCCO”.

CROIX, Jacques Samir Stenka

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CROIX 
JACQUES SAMIR STENKA
a cura di Enrico Sciamanna
17 AGOSTO 2014
FREEMOCCO’S HOUSE, DERUTA

ORE 19.30
CROIX
I Crocifissi di Stenka, superbi e iattanti, occupano le pareti della freemocco’s house. Le opere esposte hanno tutte lo stesso tema, presente anche nelle carte: l’uomo trafitto alle mani e ai piedi. Il racconto, che si snoda secondo un percorso non analogico, è affidato al vigore della linea, al bianco e nero che accentuano il senso di alta tragedia in una messa in scena dai fondamenti archetipici, a pochi colori primari che rappresentano una sorta di concessione ad un’estetica appena appena più frivola, ma mai gratuita o, tantomeno, inadeguata.

Jacques Samir Stenka è un pittore nato il 3 novembre 1945 a Bingerville in Côte d’Ivoire. Compie gli studi giovanili nel paese natale. È il primo pittore africano ad avere accesso à l’école des Beaux Arts de Paris, dove consegue il Diplôme National Français et du D.S.A.P. (Diplôme Supérieur des Arts Plastiques). Il suo impegno culturale consiste soprattutto nella salvaguardia del carattere del linguaggio artistico delle terre natali, recuperando sia il perenne senso del rapporto con la vegetazione sia espressioni figurative antiche, ancestrali: egizie e collegate con la figura femminile remota, primigenia.

ORE 21.30
Riflessioni “ Intorno al Crocifisso”
Lauda Drammatica “ Donna de Paradiso – Pianto della Madonna” di Jacopone da Todi
Declamazione di Enrico Sciamanna e Francesca Sciamanna.

Presentazione del catalogo, serie speciale “CROIX” con testi di Enrico Sciamanna, Virginia Ryan, Ilaria Cozzaglio e Giulio Giorello.

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nuova veste grafica per freemocco.com, presto aggioneremo il sito con tutte le informazioni sull’attività passata e futura, buona navigazione, state sani

Ring – Jack Sal – MULTIPLO D’ARTISTA

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Surfacing – Virginia Ryan

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Surfacing
Virginia Ryan
a cura di Antonella Pesola

15 settembre 2013

freemocco’s house, deruta

Ambienti domestici vengono invasi da presenze evocatrici di antichi miti. Sono opere di Virginia Ryan frutto della ricerca dell’artista australiana naturalizzata italiana, che da tempo vive in Costa d’Avorio (dal 2009, ma già vissuto e lavorato in Ghana dal 2001-2008), che fugge dalla logica della globalizzazione o tribalizzazione. Installazioni imponenti che richiamano le leggende dei popoli che vivono accanto al mare, la Mami Wata  lo spirito femminile delle acque. La sirena dai lunghi capelli, che appare tra i flutti dell’oceano, alla foce dei fiumi, nelle lagune. Una riflessione sul modello femminile ammaliante, destabilizzante e sfuggente che afferma il potere delle proprie caratteristiche.

Attraverso le figure di Virginia Ryan, tessute con migliaia di mèches cinesi, comprate al mercato di Adjamé (Abidjan), Mami Wata  si trasforma e si adatta alla realtà contemporanea, quella dell’uso delle hair extension importante arma di seduzione delle donne libere nella speranza di una vita migliore, in un legame dinamico tra mitologie tradizionali e nuovi contesti simbolici.  Il nomadismo culturale che contraddistingue la Ryan sostiene una produzione artistica che ironizza contro la mercificazione di un’economia ormai globale, affermando il diritto ad un viaggio multiculturale, sfuggendo ad ogni logica di appartenenza nega il valore dell’habitat a favore di un pensare il tempo condensato nella forma dell’opera.
La Mami Wata nasce così da un dialogo tra la dimensione più antica e più autentica e quella moderna di icona del consumismo, simbolo di mercificazione del corpo femminile, incarnazione dei desideri, delle paure e delle contraddizioni di una modernità materiale.